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moto

 

 

 13 luglio
Siamo in sella già alle 8,30 perché ieri sera ci siamo addormentati presto, così stamattina alle 7 eravamo già pimpanti. Attraversiamo la capitale passando per i quartieri nuovi; dagli alberi della cintura verde svettano i grattacieli. Passiamo sul ponte sul Danubio. Imbocchiamo l’autostrada e ne usciamo una cinquantina di chilometri dopo, a Ruma. Ci dirigiamo a Vrdnik, nelle colline di Fruska Gora, coperte di vigneti e verdissime di boschi. Abbiamo letto che vi sono diversi monasteri. Scegliamo di visitare quello che le guide riportano come il più meritevole: Novo Hopovo N45°07.673 E 19°50.818. La strada è bella, sale dolcemente con belle curve e anche il fondo è discreto. Prendiamo poi una stradina che conduce al Monastero. Si vede solo all’ultimo momento poiché è situato in un avvallamento, nascosto dagli alberi. E’ un grande edificio giallo pallido. Parcheggiata la moto entriamo dall’ingresso principale da cui si accede al cortile interno. Facciamo un giro inoltrandoci nel giardino. Arrivati alla bella chiesa in pietra la troviamo chiusa. E’ ancora presto, non c’è nessuno a cui chiedere, quindi, dopo aver compiuto il periplo del giardino, un po’ delusi, usciamo da un cancelletto secondario. Saliti in moto ripartiamo, anche perché il caldo afoso si fa già sentire e si suda copiosamente. Torniamo tra i boschi dei colli, scegliendo di percorrere la strada che gira intorno alle colline di Fruska Gora prima di giungere a Novi Sad. Entriamo in città dall’ antico borgo dov’è situata la fortezza, poi, attraversato un ponte, arriviamo nella città vecchia, al nostro hotel, il"Mediteraneo"N45°15.332 E19°50.818. Fatichiamo a riconoscerlo perché è un piccolo edificio un po’ anonimo, di fianco al portone di un ospedale. La ragazza della reception ci viene incontro, indicandoci dove parcheggiare la moto…proprio nel cortiletto del piccolo ospedale. Eh sì… più che un cortile è un passaggio tra due strade: un lato è occupato dall’ospedale, l’altro dall’albergo!
Preso possesso della camera, molto semplice, ma provvista di aria condizionata, frigo e televisore, scarichiamo i bagagli, indossiamo abiti leggeri e usciamo. Attraversato il passaggio/cortile sbuchiamo nell’abbacinante piazza centrale. Il sole delle 13 picchia impietoso. Percorriamo parte della larga via pedonale, più una lunghissima piazza che una via, sulla quale affacciano parecchi bar e ristoranti. Sono però tutti in pieno sole e pur avendo gli ombrelloni aperti fa comunque troppo caldo, perciò c’infiliamo sotto a un portico che conduce ad un altro passaggio. Qui c’è ombra e optiamo per i tavolini di un locale. Pranziamo con due ricche insalate e un dessert favoloso. Ricaricate le energie dopo pranzo affrontiamo nuovamente la piazza assolata circondata da begli edifici. Da un lato spicca la cattedrale cattolica, alta ben 72 metri, la cui torre dell’orologio ha il tetto ricoperto di formelle ceramiche nei toni del verde, del giallo, del ruggine e dall’altro il palazzo del Municipio, neorinascimentale, la cui torre sembra voler sfidare lo slanciato campanile.
Percorriamo lentamente la Zmaj Jovina dalla piazza centrale al Palazzo Vescovile, dalla particolare facciata art noveau, color salmone, di fronte al quale si erge la statua di un poeta: Jovan Jovanovic Zmaj. A fianco del palazzo del vescovo si trova la cattedrale ortodossa di San Giorgio, spicca bianchissima al centro di un giardino. Disfatti per il caldo rientriamo in albergo per un riposino al fresco. Usciamo verso sera e sbucati sull’arteria principale la troviamo affollata: frotte di bambini giocano e si rincorrono, mentre i genitori seduti ai tavolini dei numerosi locali li osservano, turisti e abitanti passeggiano su e giù, come noi. Poi ci sediamo al tavolino di un bar con due birre gelate a goderci il tramonto e il via vai. Più tardi cercheremo inutilmente un paio di ristoranti segnalati dalla guida, percorrendo diverse volte stradine e passaggi per ritrovarci sempre in piazza senza averli individuati. Optiamo quindi per cenare nello stesso locale dove abbiamo pranzato. La cena è discreta, ma il punto forte è il dessert: una specie di tronchetto di cioccolato per Knut e un dolce tipo diplomatica per me. Sono enormi! Dopo cena facciamo quattro passi per digerire. Lo spettacolo della piazza Trg Slobode con le luci che risplendono sulla facciata del Municipio, dei palazzi intorno e della Cattedrale è bellissima.

14 luglio
Partiamo alle 9,00 di una nuvolosa mattina in direzione Croazia. Imbocchiamo l’autostrada e arrivati poco prima della dogana comincia a piovigginare. Restiamo in coda per parecchio tempo. I croati controllano tutti i veicoli. Per fortuna quando tocca a noi ci guardano i passaporti, poi ci fanno cenno di andare. Proseguiamo sulla A3 e pochi chilometri dopo smette di piovere. A Slavonski Brod lasciamo l’autostrada e prendiamo una statale che attraversa piccoli paesi. E’ con il sole che ci fermiamo per pranzo ad una semplicissima trattoria "Pivnica Gaj"N45°11.238 E17°39.773. Ci sediamo all’aperto sulle panche di legno. Al tavolo a fianpansyon asco tre operai stanno mangiando una zuppa dall’invitante profumo. La ordiniamo anche noi: è buonissima, con fagioli e verdure e…non so cos’altro, va giù con piacere accompagnata da spesse fettone di pane e dalla birra locale. Dopo pranzo rimontiamo in sella e proseguiamo lentamente sulla statale. Knut vuole ritrovare il posto dove aveva pernottato nel viaggio del 2010, cenando ottimamente con modica spesa: la Pension As. Si ricorda che dev’essere su questa strada. La troviamo nei pressi di Nova Gradiska e la immortaliamo.
Ora possiamo riprendere l’autostrada che ci porta in breve a Zagabria. La sera prima abbiamo prenotato una camera a 80 euro ca. su booking. com al PalaceN45°48.510 E15°58.675 un quattro stelle in zona centrale. Impieghiamo parecchio ad arrivarci perché c’è un traffico bestiale e non si riesce a superare le automobili in coda carichi come siamo. Arrivati ci fanno parcheggiare la moto in uno spazio riservato, ci aiutano con i bagagli e ci assegnano la stanza. Bella e luminosa dà su un piccolo giardino. Ci cambiamo al volo e usciamo in fretta curiosi di visitare la capitale croata. Davanti all’albergo ci sono zone verdi, giardini, edifici ottocenteschi imponenti, palazzi che ospitano musei.
Ci dirigiamo verso la città vecchia. Attraversata una grande piazza percorsa da diverse linee tranviarie, imbocchiamo una strada al fondo della quale si erge la grande cattedrale gotica con due alte guglie, davanti a cui è situata una fontana al cui centro svetta una colonna sopra la quale una dorata statua della Madonna è rivolta verso la chiesa. Sotto un coro di angeli d’oro le fa corona. Di fianco alla cattedrale c‘è il castello con le vecchie mura e i bastioni circolari. Zagabria vecchia è tutta un andare su e giù per strade, vicoli, scalinate che aprono scorci bellissimi su palazzi, campanili, chiese, vie affollate di locali per tutti i gusti. Ci fermiamo per cena in uno di questi. Seduti ad un tavolino all’aperto ceniamo osservando il viavai della gente, allietati da un gruppo di cinque musicisti che suonano divinamente i loro strumenti ad arco. Mangiamo bene: due antipasti a base di paté, salumi e verdurine, due secondi di agnello per me e maiale per Knut accompagnati da verza stufata e patate accompagnati da una bottiglia di ottimo vino rosso. Satolli, dopo cena passeggiamo in questa via caratteristica, fiancheggiata da basse casette dalle facciate pastello. Saliamo lungo una ripida scalinata e giungiamo su una via più tranquilla, di bei palazzi ottocenteschi in fondo alla quale arriviamo davanti a un signorile edificio con giardino, un’ambasciata credo, dove si tiene una festa per esclusivi invitati che giungono a bordo di berline nere e taxi. Vì è un gran dispiegamento di poliziotti e non è permesso sostare. Ci allontaniamo svoltando a caso prendendo una via in salita ed è così che arriviamo al belvedere in cima a cui c’è la stazione d’arrivo di una cremagliera. Osserviamo il bel panorama che da lì si gode sui tetti della città, poi entriamo nel parco a fianco dal quale giunge musica e dove diverse coppie stanno ballando uno scatenato rock&roll. Li osserviamo ammirati per qualche munito poi decidiamo di uscire perché è quasi buio ormai e preferiamo scoprire altre bellezze architettoniche della città vecchia. Una via acciottolata conduce ad un’altra interessante e particolare chiesa il cui tetto ricoperto di tegole in ceramica forma splendidi disegni geometrici. Vi spiccano due grandi stemmi . Proseguiamo la passeggiata scendendo ora lungo una strada dove notiamo la facciata di una chiesa inglobata tra gli edifici circostanti, poi giungiamo ad uno stretto passaggio ad arco che si apre sotto ad un palazzo nel quale si trova una cappella votiva dedicata alla Madonna. Sostiamo ad osservarne l’interno, appena rischiarato, poi usciamo sull’altro lato. Decidiamo di tornare nella strada ricca di locali e per arrivarci scendiamo per una stretta e ripida scala. Siamo passati in breve dalla quiete della Città alta ai suoni, le luci e il movimento della Città Vecchia bassa. Ci piace la vitalità che vi si respira. Scegliamo il locale dove sederci a bere due snaps. Torniamo tardi in hotel, soddisfatti e piacevolmente sorpresi dalle diverse anime di questa città e dalle sue bellezze. Ci sarebbe molto da vedere e visitare…ci ritorneremo.

15 luglio
Giornata di rientro in Italia. A malincuore lasciamo la bella Zagabria in una mattinata ventosa.
In Slovenia prendiamo un po’ di pioggia, la temperatura si mantiene intorno ai 15° fin dopo Nova Gorica. Da qui in poi una noiosissima corsa in autostrada fino a Milano.
Il Balkanride 2016 si è concluso. Tirando le somme possiamo dire di aver visto nuovi Paesi, città, luoghi che ci resteranno nel cuore, conosciuto persone generose e accoglienti.
Non abbiamo mai avuto problemi e la nostra BMWR GS Adv si è comportata benissimo!

 

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